Spot Nuova BMW Serie 1, un messaggio tra le righe.

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Gli interni della nuova BMW Serie 1

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il Blazer
By il Blazer
21 September, 2011
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Da pochi giorni è andato in onda sulle principali reti televisive Italiane il nuovo spot della BMW serie 1 che “sembra dirla davvero lunga”.
Accattivante come tutti gli spot BMW, rivolto ad un target che si rivolge principalmente ad una clientela tra i 20 e i 40 anni, lancia il restyling della serie 1.Cresciuta di 85mm in lunghezza e 17mm in larghezza offre una maggiore abitabilità per i passaggeri che viaggiano sui sedili posteriori, nonché una maggiore capacità del bagagliaio se confrontata con la precedente.Una nuova plancia abbandona lo stile minimalista consentendo persino il collegamento di uno smartphone il cui contenuto potrà essere visibile direttamente sullo schermo di bordo integrato nell’abitacolo, compresa la vostra pagina facebook.
Dunque che cosa c’é di strano?Nulla!Ma se riflettete con attenzione, utilizzando il vostro spirito critico, potrete capire qualcosa in più sul futuro che ci attende.
Lo spot, accompagnato in background dalla canzone intitolata “Glow” dei DAZZLED KID,
introduce nella mente dello spettatore dei concetti nuovi che ribaltano questioni “universalmente riconosciute” mettendo in discussione affermazioni che le persone consideravano ormai dei punti fermi.
Parallelamente al puro messaggio commerciale legato all’acquisto di questo splendido ritrovato della tecnologia a quattro ruote, emergono così interessanti spunti degni di una più attenta riflessione.
Ascoltate o meglio leggete il copione dello spot:

Le impronte digitali non indicano chi siamo veramente,

Il Dna non fa capire perché siamo diversi gli uni dagli altri,

il timbro della voce non dice nulla sulla nostra identità,

perché ciò che ci rende davvero unici sono le nostre scelte.

Una serie di quattro sintetiche affermazioni che sembrano volervi fare metabolizzare che le impronte digitali non sono e non saranno più sufficienti ad identificarvi, un modo che sembra quasi volervi far accettare con più leggerezza le nuove richieste dei vari governi, Italia compresa, quali per esempio la scansione delle vostre impronte per memorizzarle nei chip RFid contenuti nei nuovi passaporti e dei DataBase governativi.Un modo elegante per farvi familiarizzare con i nuovi standard di identificazione che verranno introdotti nel prossimo futuro, quali microchip sottocutanei, e la scansione iridea; Quest’ultima è una mappa digitale del tuo iride che ti identificherà univocamente e senza possibilità di errore a differenza delle obsolete impronte digitali, del riconoscimento vocale o del test del DNA il quale sembra essere ormai palesemente manipolabile a piacimento, vista la capacità della scienza moderna di manipolare le eliche del DNA e l’intero codice genetico di un individuo.Proprio così un individuo o migliaia o magari milioni, come gli ormai oltre 500 (milioni) di utenti attivi su facebook, un social network che ha fondato il suo business, sul monitoraggio delle scelte degli utenti che assurdamente si censiscono da soli e regalano informazioni, statisticamente preziose, al numero uno dei socials networks mondiali che le rivende poi profumatamente alle grandi multinazionali le quali sulla base di questi dati preparano spot mirati sempre più persuasivamente efficaci sulle vostre menti.
Ecco perché si vuole che delineiate spontaneamente il vostro profilo con attenta precisione, ecco perché qualcuno vi ha convinto a condividere tramite i socials networks, perché quel qualcuno sa bene come monetizzare i vostri gusti, le vostre abitudini, i vostri desideri.
Ora non vi sembrerà poi così strana l’ultima frase dello spot BMW che recita tra le righe una verità sacrosanta:
“..perché ciò che ci rende davvero unici sono le nostre scelte“.
Una unicità la vostra e quella di qualsiasi altro individuo che tende a scomparire, appiattita com’é dalla condivisione delle vostre scelte e dei vostri gusti che fa tabula rasa delle varietà individuali in nome della globalizzazione e dell’arricchimento di poche elites a danno delle masse appositamente “lobotomizzate” dai media.
Se volete mantenere gelosamente custodita la vostra unicità, se volete spiazzare le multinazionali, avete oggi, ancora per poco, un potere immenso, smettere di lavorare a titolo gratuito per i socials network che vi stanno allettando con il miraggio della popolarità, uno grande specchietto per le allodole che non rappresenterebbe poi nulla di male, se quelle allodole non foste voi.
Ora sapete che, indipendentemente dal fatto che comprerete questa splendida auto o no, anche una semplice pubblicità può aprirvi gli occhi, dipende solo da voi e dalla vostra capacità di leggere tra le righe.

Ecco il nuovo spot BMW Serie 1: (http://www.youtube.com/watch?v=4AvRhXh_7PM )

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  • e

    Interessante osservazione. Devo confessare che da quando ho sentito per la prima volta questa pubblicità (per radio) mi sono subito sentito rattristato dalla meschinità di chi l’ha ideata. Hai perfettamente ragione nel dire che si “fa tabula rasa delle varietà individuali in nome della globalizzazione e dell’arricchimento di poche elites a danno delle masse appositamente “lobotomizzate” dai media”.
    Si vuol far dimenticare il fatto che non esistono due esseri biologici perfettamente identici, ne tanto meno due esseri umani uguali. Noi veniamo educati a basare il nostro processo cognitivo su modelli. Un modello è una rappresentazione semplificata (di molto) di un fenomeno naturale che non ci sarebbe possibile quantificare se non semplificandolo, per l’appunto, in un modello. Il guaio di questo è che l’applicazione dei modelli non si limita alla scienza – le cui ricerche mirano a complicare sempre di più i propri modelli per renderli sempre più simili ai processi naturali che rappresentano – ma si estende anche agli esseri umani! Per questo ragionamento è normale sentir dire: “questo popolo è …”, “questa razza è …”, “quelli con i capelli rossi sono …”, ecc. E’ come se il nostro cervello cercasse in tutti i modi di funzionare il meno possibile semplificando tutto ciò che incontra per farlo quadrare con i propri modelli. Le persone più ignoranti hanno pochi modelli e tutti molto rigidi, e, ahimé, sono la maggioranza della nostra società pseudo-civilizzata. La tecnologia che siamo riusciti a sviluppare non fa che massimizzare la pigrizia del nostro cervello rendendoci schiavi di quella elite che decide e costruisce i modelli i quali ci vengono inculcati in modi sempre più efficenti e subdoli. L’essere umano è malvagio e più strumenti avrà a disposizione più male riuscirà a fare, essendo schiavo del proprio orgoglio e egoismo autodistruttivo.

    Sta scritto “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?…” (Geremia 17:9)

    Chi ha orecchi per udire, oda

  • http://www.facebook.com/lafiera77 Federico Gavino

    Hai ragione …condivido pienamente, ma la citazione biblica mi sembra un po’ forzata…